Polizia e carabinieri a caccia di migranti a Ventimiglia

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Rastrellamento di migranti da parte di polizia, carabinieri e Guardia di finanza a Ventimiglia. A seguito dell’ordinanza di sgombero emessa venerdì scorso dal sindaco del Pd Ioculano, centinaia di celerini hanno dato vita ad una vera e propria caccia all’uomo per le strade della cittadina di confine. Il primo intervento è avvenuto tra le tende montate sulla spiaggia alla foce del fiume Roja, dove ieri decine di migranti si erano spostati dopo avere tolto la tendopoli montata lungo il fiume come ordinato dal sindaco.

Poi il rastrellamento si è allargato a tutte le vie della cittadina. Gli unici a non essere stati fermati e trasferiti a forza nella questura di Imperia sono quelli che hanno trascorso la notte in alcune strutture della parrocchia di San Nicola a Ventimiglia, sostenuti anche dagli attivisti dal presidio No Borders. Il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Suetta, si era detto disposto ad accogliere le tende in un terreno del seminario chiedendo alla Croce rosse di pensare a pasti e assistenza e alla Protezione civile di allestire i servizi igienici.

Da Ventimiglia un attivista del presidio permanente No Borders Ascolta

Ore 11.30 : aggiornamento della situazione Ascolta

Aggiornamenti del pomeriggio:  Diversi i pullman carichi di che, scortati dagli uomini in antisommossa, sono partiti alla volta dell’aeroporto di Genova, a sua volta militarizzato per l’occasione. Da qui, già due aerei sarebbero partiti  per raggiungere centri di identificazione nel sud Italia, tra i quali, sembra, Mineo e Bari.

La corrispondenza con una compagna del presidio no border di Ascolta o scarica.  (da Radio Onda d’Urto )

Aggiornamenti della sera: La polizia è entrata dentro la chiesa dove si sono rifugiate ieri le persone senza documenti e hanno preso tutte le persone europee solidali pare per un’identificazione. 15 persone sono trattenute in caserma a Ventimiglia. La chiesa è presidiata da due camionette della polizia.

[Aggiornamento 31/05] In seguito al raid della polizia nella chiesa di san nicola a Ventimiglia, dove erano ospitati 200 migranti, i 20 attivisti noborder presenti all’interno del cortile sono stati arrestati e trattenuti in commissariato tutta la notte. Sono stati notificati loro 11 fogli di via, di cui dieci dalla comunità intemelia, e uno da Ventimiglia (per un residente in comune limitrofo, Vallecrosia).

Il raid e l’occupazione di polizia della chiesa è stata giustificata con un presunto danneggiamento (un’auto della croce rossa sporcata con un estintore) avvenuto al di fuori della chiesa stessa.

i 200 migranti sono stati tenuti in ostaggio fino a stamattina. quando la manifestazione è partita la polizia ha disposto blocchi e fermato il corteo prima della frontiera. altri attivisti sono stati fermati e denunciati per oltraggio (“siete ridicoli”) e possesso di arma (una pinza in macchina).

Ad oggi sugli attivisti della ret noborder pesano 20 fogli di via con diffida per 3 anni e circa 150 denunce individuali (manifestazione, invasione, violenza, oltraggio, resistenza). La rete noborder un movimento che non utilizza ad oggi pratiche violente. Ne le ha utilizzate nei 10 mesi in cui questi provvedimenti sono stati notificati.
Aggiornamenti sulla situazione repressione e deportazioni, sulla pagina https://www.facebook.com/Presidio-Permanente-No-Borders-Ventimiglia-782827925168723/?fref=ts

I migranti dei rastrellamenti di ieri (circa 100) sono stati “redistribuiti” alcuni in diversi centri liguri, altri nei Cara pugliesi, i pullman usati sono quelli di Riviera Express, gli aerei di Mistralair-Poste Italiane. Parliamo di una pulizia etnica mascherata da operazione di sicurezza, per creare una “migrant-free area” a lungo termine lungo le città della comunità intemelia, da Imperia al confine.

Intanto le stragi in mare proseguono. Anche i numeri Onu confermano che la scorsa settimana è stata una delle peggiori di sempre sul fronte degli omicidi di migranti che tentano di raggiungere la fortezza Europa: tre naufragi, 65 i corpi recuperati, ma 700 le persone disperse. Tra queste almeno 40 bimbi. Oggi saranno 400 a sbarcare Corigliano Calabro, 320 a Pozzallo.

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Il report del Presidio Permanente No Borders Ventimiglia

Non c’è stato alcuno sgombero del campo di Ventimiglia. È bastata la minaccia di un’azione di forza della polizia a far ripiegare il campo di fortuna sorto qualche settimana fa sulle rive del fiume Roya. È evidentemente la scelta di una comunità fragile, poco sicura di se stessa perché nata in mezzo alle ostilità, in quest’europa in guerra. I/le migranti in viaggio hanno sperato fino all’ultimo che di fronte a una scelta tanto umile l’intervento militare non ci sarebbe stato.

Domenica quindi all’ora indicata dall’ordinanza del sindaco Ioculano migranti e solidali si trovavano in spiaggia, in assemblea, a discutere di dove andare, come rimanere visibili, come riuscire a rimanere a Ventimiglia senza essere deportati. Ai telefoni dei/delle solidali presenti cominciano a giungere telefonate allarmanti. Avvocati, associazioni e altre fonti sono unanimi: ci sono almeno 150 uomini delle forze dell’ordine a Imperia che si preparano ad una grossa operazione. Pullman e aerei sono pronti per il giorno successivo.

L’assemblea ricomincia e alla scelta di resistere prevale il bisogno di protezione. Non tutti sono d’accordo, ma alla fine ci si dirige verso la chiesa più vicina. L’idea è di occuparla senza mediazioni. Le porte della chiesa vengono chiuse, si prova a forzare e il prete pare spaventato, ma poi interviene il Vescovo, di nuovo lui, Suetta, che quando le cose precipitano è sempre pronto a metterci una buona parola.

Molte persone, circa duecento, trovano quindi rifugio in chiesa. In città ce n’è almeno un altro centinaio. In molti non ci stanno e si dirigono verso il confine, altri provano a nascondersi in città. Diversi solidali, vista la situazione, preferiscono restare in strada e continuare a monitorare quanto accade. Si smonta il campo in spiaggia e si cerca comunque di supportare i/le migranti in chiesa. La loro scelta non piace a tutti/e, ma sebbene sia evidente la difficoltà a costruire insieme un discorso collettivo non schiacciato dalla paura, rimane la determinazione di tante persone a non andarsene da Ventimiglia.

Lunedì mattina, poco prima delle 6, è scattata l’operazione di “sgombero” della città. La situazione è grottesca: squadroni di carabinieri, militari, agenti di polizia e della guardia di finanza sfilano per la città dando la caccia ai/alle migranti. Gruppi di almeno una ventina di agenti rastrellano e inseguono poche persone che si nascondono o che non sanno nemmeno cosa stia succedendo.

Una disparità di forze terribile e agghiacciante. La città è militarizzata. I controlli si concentrano dapprima nella zona della spiaggia, della stazione e nel lungo Roia. Le persone vengono fermate, alcune chiuse dentro la sala d’attesa della stazione e viene loro tolto il telefono. Verso le 9 del mattino parte il primo autobus pieno di persone senza documenti, pare diretto verso qualche centro vicino a Ventimiglia.

Per tutto il giorno tra la frontiera alta e la città continuano questi rastrellamenti. Vengono fermate le persone che arrivano con il treno da Genova. Altri due autobus partono verso le 13, questa volta la direzione è Genova dove ad aspettarli pare ci siano dei voli della Mistralair, compagnia area delle Poste Italiane, diretti verso i cara di Mineo e di Bari. Gli ultimi due autobus partono, invece, verso le 16 in direzione dell’autostrada. Non è chiara quale sia la loro meta.

La situazione in stazione a Ventimiglia torna alla normalità: nel corso del pomeriggio i rastrellamenti avvengono direttamente a Genova Principe, dove almeno una decina di persone sono state fermate. Dopo il primo giorno di rilancio del piano Alfano la strategia delle autorità appare la stessa di qualche settimana fa: deportare le persone senza documenti presenti a Ventimiglia e bloccare nuovi arrivi in città. Solo che a questo punto il fallimento di questa politica razzista e violenta può essere mitigato dal protagonismo di santa romana chiesa.

In chiesa le assemblee si susseguono, mentre le notizie di quanto accade a Ventimiglia riempiono i media locali e nazionali. Le cronache dicono che le operazioni di polizia scorrono tranquille, come se la pulizia etnica di una città fosse ordinaria amministrazione. Il resto della scena è tutta del vescovo Suetta, sempre pronto alle emergenze, che propone una tendopoli nel giardino del seminario gestita da Croce Rossa e Protezione Civile. Le tendopoli poi diventano tre, ma in realtà si sa ancora poco delle trattative tra Vescovo, Sindaco e Prefetto. Suetta sembra non aver alcun problema a stare allo stesso tavolo dei responsabili delle deportazioni in corso.

I limiti di queste giornate sono evidenti. La scelta dell’assemblea è stata più un’espressione del bisogno di protezione e della volontà di superare il confine, che una scelta politica. Chiesa cattolica e Croce Rossa hanno mostrato un attivismo già visto in passato e stanno continuando a spostare il discorso pubblico sui bisogni, eludendo la questione centrale, quella del confine e della sua chiusura e guardandosi bene dal denunciare violenze e deportazioni, a cui peraltro la CRI ha spesso e volentieri partecipato. Per la polizia la giornata è stata fin troppo tranquilla, con duecento persone protette dalla chiesa non restava che rastrellare le strade prendendo i/le migranti in piccoli gruppi e aspettando quelli/e che arrivavano in stazione.

Restano comunque delle possibilità. Le persone rifugiate in chiesa sono sfuggite alla deportazione e da due giorni sono in assemblea permanente con i/le solidali presenti. Domani si dovrà uscire da quella maledetta chiesa e a quel punto si capirà meglio dove va la determinazione delle persone in viaggio e di chi le supporta e fino a che punto le autorità sono disposte ad arrivare pur di tener fede ai loro propositi razzisti. La strategia del governo è fallimentare, su questo non ci sono dubbi, e le persone continueranno ad arrivare a Ventimiglia e a bruciare il confine, tutti i giorni.

alcune/i solidali di Ventimiglia e dintorni  al fianco di chi viaggia, contro ogni frontiera

P.S. mentre finiamo di scrivere queste righe la polizia è entrata dentro la chiesa dove si sono rifugiate le persone senza documenti e ha preso tutte le/gli europee/i solidali. Quindici persone sono state portate nella caserma di polizia e stanno subendo una perquisizione personale ed un identificazione fotodattiloscopica. Seguiranno aggiornamenti.

Polizia e carabinieri a caccia di migranti a Ventimiglia

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