Roma, 17 luglio: alla Camera dei Deputati si discute di bombe prodotte in Italia e usate dall’Arabia Saudita nelle sue guerre

Non è un risultato da poco, in un una fase in cui le grandi questioni della politica internazionale e i posizionamenti geopolitici dell’Italia sono semplicemente dati per scontati dal grosso degli organi di informazione. Che tendono a presentare come “naturale” la partecipazione italiana a diverse operazioni belliche, presentate in modo truffaldino come azioni umanitarie. In un clima siffatto, dominato dal conformismo mediatico, persino la produzione, nel belpaese, di armi destinate ad essere usate da regimi ultra-reazionari in guerre alquanto cruente rischia di passare sotto silenzio. O di essere archiviata sulla base del verbo di Roberta Pinotti che, nell’ottobre 2016, alla Camera dei Deputati, liquidò un’interrogazione del Movimento 5 Stelle in merito alle bombe prodotte in Italia e sganciate dalle forze armate saudite sulla popolazione yemenita, sostenendo che tale esportazione di ordigni avveniva “in forza di una licenza rilasciata in base alla normativa vigente”.
Da allora, però, qualche passo in avanti nella considerazione del problema è stato fatto. A porre la questione per primo è stato un settimanale cattolico non allineato alle politiche guerrafondaie degli ultimi anni (Famiglia Cristiana). Ma ultimamente si è registrato un salto di qualità dovuto ad una incisiva mobilitazione locale, che ha per teatro il sud della Sardegna, in particolare il Comune di Domusnovas, luogo di produzione – per conto di una impresa tedesca – degli strumenti di morte che stanno contribuendo all’attuale catastrofe umanitaria yemenita. Dalla significativa manifestazione che lì si è svolta il 7 maggio è scaturita una nuova realtà di lotta: il Comitato Riconversione RWM – C.R.R. Il quale ha già ottenuto parziali ma rilevanti risultati, come viene spiegato nell’articolo pubblicato ieri da cagliaripost.com, che riportiamo. La speranza è che, sulla base di un’autentica pressione dal basso, il 17 luglio (data in cui alla Camera dei Deputati si discuterà una mozione sul tema dell’esportazione di armamenti italiani in Arabia Saudita) non vengano di nuovo usate parole irresponsabili come quelle, poc’anzi citate, uscite dalla bocca del nostro Ministro degli Esteri l’autunno scorso.

Comitato Riconversione RWM. La questione “bombe” non è un problema locale ma riguarda tutti i sardi così come tutti i cittadini italiani
Redazione Cagliari Post

Il Comitato Riconversione RWM – C.R.R., nato il 15 maggio scorso ad Iglesias, a seguito della manifestazione per la Pace ed il Disarmo del 7 dello stesso mese e impegnato nella promozione della riconversione a produzioni civili dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias, in poco più di un mese ha raggiunto una visibilità non scontata ed alcuni piccoli risultati, grazie anche al sostegno di reti nazionali e di singoli parlamentari e persone impegnate nelle istituzioni:
– la Camera dei deputati ha calendarizzato per il 17 p.v. la discussione di una mozione sulla questione dell’esportazione di armamenti italiani in Arabia Saudita, la quale li utilizza nella guerra in Yemen contribuendo ad una catastrofe umanitaria senza precedenti, dopo la seconda guerra mondiale. La mozione era stata presentata nel corso della conferenza stampa del 21 giugno scorso, presso la Camera dei Deputati con la partecipazione di alcuni componenti del Comitato;
– il Comune di Iglesias, su richiesta del Comitato, discuterà della proposta di riconversione il prossimo 13 luglio, alle ore 19, nel corso di un Consiglio Comunale aperto appositamente convocato;
– la richiesta di ampliamento della fabbrica per la realizzazione di un campo prove esplosivi è attualmente sospesa in attesa di valutazioni del Servizio Valutazioni Ambientali della Regione Sarda, sollecitate dal Comitato e da associazioni ambientalistiche;
– nel pomeriggio del 13, il Comitato, costituito da 21 associazioni e 37 persone fisiche, animerà un momento informativo nella piazza del Municipio di Iglesias per far conoscere ai cittadini i vari aspetti legati alle produzioni della RWM ed alle relative ricadute ambientali.

“Crediamo – comunicano dal Comitato – che la “questione delle bombe RWM” non sia un problema locale ma riguardi tutti i sardi così come tutti i cittadini italiani, per questo motivo abbiamo organizzato una Conferenza Stampa sotto il Palazzo regionale, proprio di fronte ai porti di Cagliari da cui partono regolarmente i carichi per l’Arabia Saudita“.

“Chiediamo alla Regione – concludono – un forte intervento che faccia chiarezza sui dubbi di natura etica, ambientale, sociale e legale che tale produzione pone sotto gli occhi di tutti ma che individui soluzioni soprattutto per i lavoratori dell’RWM per i quali, in caso di fermata della produzione, si porrebbe l’incubo della disoccupazione in un territorio al momento colpito da una crisi occupazionale di cui non si vede soluzione. Invitiamo tutti i mezzi di informazione a dare ampia visibilità ad una iniziativa che parte da semplici cittadini e da organizzazioni della società civile e vuole essere una presa di coscienza ed un’assunzione di responsabilità rispetto all’uso del territorio sardo da parte di una società a capitale straniero che fa enormi guadagni esportando armi in un paese impegnato in una guerra non autorizzata da nessun organismo internazionale e verso la quale sono numerose le preoccupazioni espresse dall’ONU e dall’Unione Europea”.

A cura di Giacinto Calandrucci

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