Milano – I centomila volti dell’antirazzismo. Contestato il PD.

Centomila persone in piazza per l’accoglienza sono un dato politico di grande rilevanza nella fase che stanno attraversando l’Italia e l’Europa. I numeri e la composizione della piazza milanese, in cui è stato realmente tangibile il protagonismo migrante, costituiscono un’eccedenza rispetto a qualsiasi tentativo dell’amministrazione comunale, organizzatrice del corteo, di utilizzare la giornata in chiave di un antirazzismo di facciata.

20m milano

Centomila voci hanno contrapposto un antirazzismo che parte dalle condizioni materiali di vita e aspira a riaprire un terreno di riconquista di diritti ad una operazione politicista, dettata dai posizionamenti interni al morente Partito Democratico. Non è un caso che tante delle persone presenti in piazza oggi provengano dal mondo degli occupanti di case e di quel tessuto sociale che le politiche della governance cittadina costringono all’illegalità ed alla marginalità sociale. La piazza ha vissuto della ricchezza apportata da coloro che non esitano a sottrarsi al ricatto del regime dei confini –  tanto quelli geografici tra Stati, quanto quelli interni allo spazio urbano – e che, anzi, lo rompono compiendo il più radicale atto di critica al paradigma legalitario e securitario. Proprio in questa contraddizione si è di fatto affermato il ribaltamento della piattaforma istituzionale che in maniera strampalata ha tentato di intrecciare accoglienza  e sicurezza.

20m milano

Lo spazio di contraddizione è stato agito fin dall’inizio dallo spezzone “Nessuna persona è illegale”, promosso da associazioni, centri sociali, polisportive popolari e tante altre realtà accomunate da una critica radicale alle leggi Minniti (in merito a sicurezza urbana e “protezione internazionale”). Realtà che propongono quotidianamente pratiche di accoglienza, diritti e libera circolazione delle persone.

Attivisti ed attiviste di questo spezzone, molti dei quali migranti, hanno contestato la presenza dell’assessore alla sicurezza Carmela Rozza, che aveva pubblicamente sostenuto l’operazione di rastrellamento etnico avvenuta alcune settimane fa alla stazione centrale. “Via la peggior destra dal corteo” hanno urlato allo spezzone del Pd, partito che ha votato tra le peggiori leggi sull’immigrazione della storia italiana, come appunto le leggi Minniti-Orlando. 

Dopo momenti di tensione con i vigilantes addetti al servizio d’ordine della parte istituzionale del corteo, gli attivisti hanno conquistato la testa della manifestazione, esponendo lo striscione “Pd – la peggior destra”

Peggior Destra

Al termine del corteo, al parco Sempione, gli striscioni “nessuna persona è illegale” e “no Minniti-Orlando” sono apparsi sotto al palco dove si è tenuto il comizio finale.

Durante l’intervento del sindaco Sala e del presidente del Senato Grasso sono stati esposti i tanti cartelli ed urlati cori che esprimevano contrarietà  alle politiche governative sulla questione migratoria.

Dopo gli interventi di rito, alcuni dei quali particolarmente retorici, dal palco sono stati in diversi a criticare da una parte l’approccio securitario del partito che governa l’Italia e la città di Milano, dall’altra le politiche di diritto differerenziale ed esternalizzazione delle frontiere dell’Europa Fortezza.

La giornata di oggi rappresenta un punto di partenza, per Milano e non solo, per chi interpreta l’antirazzismo innanzitutto come forma di riscatto politico e sociale.

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/milano-i-centomila-volti-dellantirazzismo-contestato-il-pd/20830

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