1° MAGGIO contro lo sfruttamento!

dedicato a Salvatore e ad Achille, di 41 e 52 anni
operai morti bruciati sul lavoro nel tratto ferroviario Bolzano-Bressanone
e a tutte e tutti gli sfruttati che lavorano anche il 1° maggio

Dedicato a Salvatore e Achille , di 41 e 52 anni
operai morti bruciati sul lavoro nel tratto ferroviario Bolzano-Bressanone
e a tutte e tutti gli sfruttati che lavorano anche il 1° maggio

In molti, servi di dio o del sistema,
fanno finta di opporsi al lavoro nei giorni festivi.
Chi per curare la tradizione delle proprie pecorelle,
chi per ritrovare uno spazio ai tavoli concertativi
o alla ricerca di tessere, voti e poltrone perdute.
Ma la realtà ha la testa dura,
e relega nell’inutilità preti, politici e sindacati.

Il tempo lo batte il capitale,
ed è un tempo che non consente interruzioni,
scandito dalla legge del profitto dall’alba al tramonto,
e dal tramonto all’alba, 365 giorni all’anno.
Solo gli sfruttati potrebbero, e dovrebbero, dire, e fare, qualcosa.

Per esempio riconoscere nella “fortuna”
di lavorare 10-12-14 ore al giorno lo sfruttamento,
e nella disoccupazione o nel precariato la sua faccia più crudele.

E, dopo averlo riconosciuto, lo sfruttamento, combatterlo,
per espiantarlo dalla faccia della terra
e relegarlo alle anticaglie dell’umanità.

1° M A G G I O
contro lo sfruttamento!

Il lavoro sta diventando superfluo
nella rivoluzione dell’industria 4.0.
I robot stanno sostituendo lavoro vivo ed intellettuale.
Potremmo vivere senza lavorare,
o lavorando molto meno di oggi.

Ci si potrebbe riprendere il tempo, lo spazio, la vita.
Potremmo dare sfogo alle nostre libere attività.
Dalle quali ricevere ciò di cui abbiamo bisogno.

Sarebbe il paradiso in terra.
E quello dei cieli andrebbe a farsi fottere,
perché superato dal movimento reale.

Eppure, se siamo fortunati, lavoriamo sempre di più, e sempre peggio.
Con ritmi aumentati, e salari e sicurezza diminuiti.
Se poi siamo jellati, sopravviviamo di precariato,
o facciamo la fame nella disoccupazione.

Il problema è il profitto dei padroni.
E’ lui che si intromette tra la tendenza storica
e la realtà contingente.
Una realtà storica che spinge verso la liberazione dal lavoro ed una contingenza che impone la nuova schiavitù della digitalizzazione robottizzata.

Una contraddizione
che solo la rottura rivoluzionaria può risolvere,
coniugando tendenza dell’epoca ed attualità
nel moto sociale che supera lo stato di cose presenti.

Verso un mondo di liberi, eguali, e cooperativi!
Verso la futura umanità!

Pino ferroviere

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