Il 21 febbraio veniva celebrato come il giorno dell’anticolonialismo e dell’antimperialismo

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“L’uomo che non si aspetta dalla sua patria altro che una manciata di terra per la sepoltura merita di essere ascoltato, e non solo ascoltato, ma di essere creduto”. Vigliaccamente ed impunemente, per ordine del futuro dittatore Somoza, il 21 di febbraio del 1934 fu assassinato in Nicaragua il Generali degli Uomini Liberi Augusto Cesar Sandino, il giorno dopo la firma degli Accordi di Pace, con i quali Sandino si ritirava a vita pacifica in una cooperativa contadina nel nord del paese.

Paradigma ed ispirazione del patriottismo nicaraguense, Sandino simboleggia lo spirito di dignità nazionale, la lotta antimperialista ed antidittatoriale con la tenace resistenza all’ occupazione ed all’intervento degli USA portata avanti dal suo Esercito Difensore della Sovranità Nazionale, formato da contadini ed operai che combatterono con i macheti da lavoro, con fucili ossidati e bombe fabbricate con lattine piene di pietre e pezzi di ferro, abbattendo aerei nemici quasi a pietrate e, soprattutto, mantenendo alta una morale ed un amor patrio senza límiti davanti ad un esercito venduto e ad un esercito invasore cento volte più potente. Rappresentante degli umili e degli sfruttati del Nicaragua e dell’America Latina, Sandino dimostrò eroicamente che le forze contadine possono davvero organizzare una resistenza trionfante per l’autonomia nazionale.

“Il tempo dei martiri è venuto e se io sarò uno di loro, ciò avverrà per la causa della fratellanza, l’unica cosa che può salvare questo Paese”. Furono queste le ultime parole di Malcolm X prima di venire assassinato nel corso di una conferenza ad Harlem, il 21 febbraio del 1965, da membri della Nation of Islam, da cui Malcolm X si era separato nel 1963 per creare l’Organizzazione dell’Unità Afroamericana. Nel 1966, i suoi assassini furono condannati all’ergastolo ma, come spesso accade, chi tramò il suo omicidio, i Signori dell’Impero, sono rimasti impuniti.

Malcolm X, alias El-Hajj Malik El-Shabazz, il cui nome originario era Malcom Little, aveva 39 anni. Era tornato da un pellegrinaggio alla Mecca dove aveva incontrato pellegrini di tutte le provenienze scoprendo, in questo modo, l’universalità. Una delle ragioni della sua rottura con la Nation of Islam furono i contatti di quest’ultima con il Ku Klux Klan per negoziare la creazione di uno Stato nero indipendente nel Sud degli Stati Uniti, proprio come aveva fatto il fondatore del sionismo, Theodor Herzl, quando chiese l’appoggio dei peggiori antisemiti per il suo progetto di Stato ebraico. Per Malcom, il cui padre era stato vittima del Ku Klux Klan, una siffatta collaborazione era impensabile.

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