Lavagna virtuale, razzismo reale

La professoressa Fiorenza Pontini, insegnante di inglese al liceo Marco Polo di Venezia, posta sul suo profilo Facebook numerosi post razzisti e xenofobi. “A poi ho torto quando dico che bisogna eliminare i bambini dei mussulmani perché tanto sono tutti delinquenti”, posta a fine luglio. Poi il 7 agosto, nel periodo in cui la cronaca parla molto di sbarchi, la professoressa pubblica altri post sull’argomento migranti. “Bruciateli vivi”, “ammazzateli tutti“, “un altro salvataggio, ma non potevate lasciarli morire?”. Il 18 agosto ancora un “almeno morissero tutti”, e due giorni dopo: “Mi dispiace che qualche profugo si salva”. E poi, ancora, foto di Mussolini, locandine fasciste, insulti a Matteo Renzi, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e soprattutto a Laura Boldrini.

I deputati Giulio Marcon e Celeste Costantino, di Sinistra Italiana, ricevono una segnalazione e immediatamente rivolgono un’interrogazione parlamentare al ministro della Pubblica Istruzione, chiedendo l’apertura di un’indagine perché sia disposta un’ispezione al liceo Marco Polo. “Bisogna capire, mettere al riparo i più giovani dalle eventuali ricadute che una simile gretta e infame predicazione di odio e xenofobia può avere sui percorsi formativi – dicono i parlamentari di Sinistra Italiana -, agevolata, nel caso, dall’autorevolezza che di per sé, dato il ruolo, un’insegnante detiene”. E molti studenti della Pontini, di fatto, la seguono su Facebook.

“Dall’osservazione del profilo aperto di Facebook della docente a giudizio degli interroganti si evince chiaramente la sua posizione politica incentrata sull’intolleranza, sul razzismo e sull’apologia del fascismo, focalizzando la sua attenzione specialmente contro gli immigrati e i musulmani” scrivono i due parlamentari nell’interrogazione. E aggiungono: “Di profili come questi in giro nei social network ve ne sono a migliaia ma qui ci si trova di fronte al profilo pubblico di una docente di una delle più importanti scuole del centro storico veneziano, in cui studiano un migliaio di ragazzi dai 14 ai 19 anni, e tra questi, ovviamente, c’è pure un numero crescente di ragazzi stranieri e di musulmani”.

Il liceo Marco Polo, dove la professoressa insegna da un anno, ha avviato anche autonomamente un accertamento interno a suo carico. Cosi, questa mattina non si è presentata a scuola Fiorenza Pontini, portando le sue scuse alla dirigente scolastica: «Mi ha detto che queste frasi le aveva scritte in estate. Sinceramente come scuola di lei non sapevamo molto. È arrivata a settembre ed abbiamo solo il suo curriculum. Dal punto di vista didattico non c’erano state lamentele». La preside spiega di aver segnalato il suo caso direttamente al provveditorato scolastico provinciale, cui spetta decidere nel caso di azioni disciplinari che superino i 10 giorni di sospensione.

Eppure, Fiorenza Pontini era stata già allontanata da un altro liceo, per un altro procedimento, in quel caso portato alla luce dai genitori in consiglio di classe. Insomma, “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

Lavagna virtuale, razzismo reale

 

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