A Calais quattro morti in 15 giorni: la denuncia delle associazioni

Passeurs d’hospitalités, 28 luglio 2016

- Link all’articolo originale

Traduzione a cura di: Concetta Sorvillo

Morti di esilio alla frontiera: comunicato delle associazioni

Con l’aumento del numero di decessi alla frontiera britannica (vedere qui, qui, qui e qui), delle associazioni impegnate nel sostegno ai migranti hanno pubblicato il comunicato che potete leggere qui sotto.
Non si sa se la manifestazione prevista questa sera in ricordo all’ultima vittima deceduta sarà vietata o meno. La manifestante arrestata nella manifestazione di ieri è stata liberata.

Leggi il comunicato sul sito di Médecins du Monde.

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Le visage de Samrawit di Dessin Anne Gorouben

Quattro morti in 15 giorni

Quando lo Stato inizierà a tenere fede ai suoi obblighi di protezione?

- Notte di Lunedì 11 Luglio 2016:
decesso di una eritrea di 17 anni sulla tangenziale portuale di Calais, investita da un camion che si è dato alla fuga. Il week end del 10 Luglio, la giovane ragazza era scappata dal campo di Steenvoorde, situato a 70 chilometri dalla città di Calais, per evitare di subire lo smantellamento che era stato confermato dalla Corte d’Assise di Dunkerque quella stessa settimana.

- Notte del 20 Luglio 2016: decesso di un giovane rifugiato d’origine sconosciuta sulla A16. Era stato investito da un veicolo mentre cercava di spostarsi nel Regno Unito.

- Notte del 25 Luglio: decesso di un rifugiato etiope durante una rissa causata dal sovrappopolamento del campo.

- Notte del 26 Luglio: decesso di un rifugiato sudanese investito da un veicolo sulla tangenziale.

Questi decessi hanno avuto luogo a Calais dove i rifugiati continuano ad affluire al campo, la cui superficie è stata ridotta della metà rispetto all’anno scorso.
Secondo l’ultimo censimento delle associazioni sarebbero 7.037 le persone che vivono all’interno del campo; una promiscuità che aggrava ancora di più le condizioni di vita già indegne.

Queste morti sono le conseguenze funeste di decisioni politiche; di politici che continuano ad erigere muri, a smantellare campi di fortuna ed anche a filtrare gli arrivi per autorizzare solo le persone giudicate “vulnerabili”, come dentro al campo di Grand-Synthe, i primi in Francia ad essere conformi alle norme internazionali per l’accoglienza dei rifugiati.

Questi decessi ammontano a 37 se si prende in considerazioni il numero di decessi alla frontiera franco-britannica dall’inizio del 2015.
Quante altre persone dovranno ancora morire perché i nostri politici prendano le misure della situazione disperata nella quale sono bloccati?

Queste morti sono le conseguenze funeste di decisioni politiche

Firmatari:
Secours Catholique-Délégation Nord/Lille
Secours Catholique-Délégation Pas-deCalais
Utopia 56
ECNou
La Brique
La Cabane Juridique
Elise Care
Auberge des Migrants
Arras Solidarité Réfugiés
Comité humaniste et résistant
Terre d’Errance Steenvoorde
Emmaüs France
Emmaüs Dunkerque
Emmaüs International
Aide Migrants Soldarité (AMiS) Téteghem
ACCMV minorités visibles (Grande-Synthe)
Comité local du Secours Populaire Français de Vendin et Oblinghem
Médecins du Monde

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