Pavia, contestato Maroni. No alla legge regionale sulla casa

Ieri sera il presidente della Regione Lombardia, il leghista Roberto Maroni, è venuto a Pavia per una passerella pre-elettorale. La scusa era un consiglio comunale e provinciale congiunto sul buco di bilancio del policlinico San Matteo. L’assemblea per il diritto alla casa di Pavia, dopo aver partecipato al corteo milanese per il diritto all’abitare dello scorso sabato, aperto da uno striscione contro la nuova legge regionale sull’edilizia popolare, ha deciso di andare a stanare Maroni.

Uno schieramento di polizia ha protetto il leghista, entrato nella sala dell’Annunciata da un ingresso secondario, impedendo alle famiglie sotto sfratto di accedere al palazzo. Ciononostante, slogan e interventi contro la distruzione dell’edilizia pubblica si sono succeduti per oltre tre ore e Maroni è stato costretto a interrompere più volte il suo discorso, sovrastato dai cori provenienti dall’esterno.

La proposta di legge verrà discussa nelle prossime settimane in consiglio regionale al Pirellone, pertanto continueremo a mettere il fiato sul collo, ovunque si renderà necessario, a Maroni e alla sua giunta, fino al ritiro del progetto.

NO ALLA LEGGE MARONI SULLA CASA!

Con la scusa del buco di bilancio dell’ALER, causato da corruzione, malaffare, stipendi da nababbi a manager e politici, fallimentari investimenti nella Libia di Gheddafi, appalti per lavori non eseguiti o eseguiti male, la Giunta Regionale della Lombardia sta approvando una nuova legge sulle case popolari.

Con la legge voluta da Maroni, solo una parte delle case popolari dell’ALER saranno destinate ai cittadini bisognosi e impossibilitati ad affittare una casa a prezzo di mercato. Il resto del patrimonio sarà venduto oppure verrà diviso tra ALER e cooperative e da questi affittato allo stesso prezzo dei privati e dei palazzinari. Questo significa che non tutti potranno avere le case popolari a canone sociale. Le case non verranno più assegnate in base al bisogno, ma anche in base alla necessità di ALER e cooperative di fare guadagni sulle case popolari.

Inoltre, per avere una casa popolare, i più poveri avranno bisogno di garanti come comuni, parrocchie, ecc che paghino parte del loro affitto, fatto preoccupante visti i pochi fondi che i comuni dicono di avere e la cattiva gestione della questione abitativa da parte dei comuni. Le graduatorie saranno discriminatorie, in base alla tipologia di nucleo familiare (giovani, anziani, single, coppie, immigrati, ecc). Oltretutto le assegnazioni saranno a tempo, rinnovabili in base al reddito. Le fasce di reddito passeranno da 4 a 3 quindi gli affitti aumenteranno. I subentri tra genitori e figli saranno resi impossibili.

Maroni e la sua giunta sono sempre pronti a parlare di famiglia, come con l’organizzazione del family day, ma poi attaccano le famiglie di lavoratori e disoccupati, negando loro il diritto ad una casa. Maroni ha in testa solo le famiglie ricche e difende solo gli interessi di padroni, politici, speculatori e palazzinari.

I comitati degli abitanti dei quartieri popolari di tutta Lombardia lotteranno fino al ritiro di questa proposta di legge infame, per il diritto alla casa e ad una vita degna.

ASSEMBLEA PER IL DIRITTO ALLA CASA – PAVIA

http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/17161-pavia-contestato-maroni-no-alla-legge-regionale-sulla-casa

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...