1 giugno 1946: la fucilazione di Ion Antonescu

Il 1 giugno 1946 viene fucilato a Bucarest Ion Antonescu, primo ministro e conducator della Romania durante la seconda Guerra Mondiale.

Ion Antonescu, nato nel 1882, intreprende presto la carriera militare. Con il grado di tenente nel 1907 partecipa alla repressione delle rivolte contadine intorno alla città di Galati; l’energia e la mancanza di scrupoli lo mettono subito in luce aprendogli la strada alla carriera militare.

Nel 1919 è a capo delle truppe che invadono l’Ungheria per sconfiggere la Repubblica Sovietica guidata da Bela Kun. Nel 1933 diviene Capo di Stato maggiore e 5 ani dopo è nominato ministro della Guerra.

Nel 1940 re Carol II, per ingraziarsi la Germania Hitlariana, lo nomina Primo Ministro. Presto Antonescu annuncia che la Romania entra a far parte della coalizione dell’Asse e costituisce un governo di coalizione con il movimento fascista delle Guardie di Ferro di Codreanu.

Poco tempo dopo assume il titolo di conducator (duce) inaugurando così la dittatura, e autorizza le truppe tedesche ad attraversare la Romania per raggiungere l’Unione Sovietica.
Imeddiatamente dopo la sua elezione Antonescu amplia le leggi anti-ebraiche (più di 80 regolamenti). Alle deportazioni si affiancano, dall’ottobre del 1940, i pogrom organizzati dalle Guardie di Ferro.

Nel 1941, a seguito dell’esercito romeno in avanzata, come rappresaglia per gli attacchi subiti nel 1940 dai militari rumeni in ritirata dopo l’ultimatum sovietico, per i quali era stata addossata la responsabilità a presunti “gruppi di resistenza” ebraici, Antonescu ordina la deportazione in Transnistria, di ebrei dalla Bessarabia e dalla Bucovina settentrionale (tra gli 80 000 e i 150 000). Questi ebrei vengono considerati “agenti comunisti” dalla propaganda ufficiale. Di quelli che sfuggono all’iniziale pulizia etnica in Bucovina e Bessarabia, solo pochi riusciranno a sopravvivere nei campi di concentramento istituiti in Transnistria. Ion Antonescu è responsabile della deportazione e della morte di 275000 ebrei romeni.

Ulteriori massacri vengono attuati contro la popolazione ebrea che l’esercito rumeno riesce a catturare in Transnistria. Più di centomila vittime verranno registrate in luoghi come Odessa (si veda Massacro di Odessa), Bogdanovka e Akmecetka nel 1941 e nel 1942 sempre come rappresaglia per attentati ed attacchi subiti dall’esercito rumeno di occupazione presente in Ucraina.

La controffensiva sovietica e i bombardamenti alleati spingono Antonescu a fermare le deportazioni, almeno ufficialemente, e a cercare di stipulare una pace separata con gli Alleati, rivolgendosi direttamente al presidente degli Stati Uniti. Nel 1944 però Hitler lo convince a rimanere alleato della Germania.

Il 20 agosto 1944 le truppe sovietiche sfondano il fronte ed entrano in Romania. L’8 maggio 1945 viene istituita la Repubblica Socialista rumena. Negli anni 1946-1947 centinaia di funzionari politici e militari del regime di Antonescu vengono processati come “criminali di guerra”.
Nel maggio del 1946 Ion Antonescu viene processato dal tribunale del Popolo di Bucarest e viene condannato a morte.
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