Lampedusa: comunicato delle persone “migranti” in protesta

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Diffondiamo qui di seguito un comunicato e un appello da firmare per la chiusura del centro di detenzione per migranti di Lampedusa. Da quando l’Hot Spot di Lampedusa è entrato in vigore, le condizioni di vita delle persone all’interno del centro e nell’isola in generale si sono aggravate. Attualmente, sull’isola, si assiste nuovamente ad una nuova azione di forte militarizzazione. Nell’appello si chiede anche ai lampedusani di ricompattarsi per salvare l’isola. 

Durante la protesta del 6 maggio, ci sono state anche forti tensioni. Poche le associazioni che hanno trascorso la notte insieme ai migranti, che in segno di protesta  hanno scritto il seguente comunicato:

 

 

Noi siamo profughi/rifugiati siamo venuti qui perché scappiamo dai nostri paesi in guerra, i paesi da cui proveniamo sono Somalia, Eritrea, Darfur (Sudan), Yemen, Etiopia. Il trattamento che riceviamo nel campo di Lampedusa è inumano (ci sono stati anche casi di maltrattamento per il forzato rilascio delle impronte digitali da parte delle forze dell’ordine). Se non lasciamo le impronte gli operatori della gestione del centro sono aggressivi verbalmente e fisicamente nei nostri confronti, ci sono discriminazioni per la distribuzione dei pasti e ci vietano di giocare a pallone nel cortile. I materassi sono bagnati dall’acqua che esce dai bagni e questo può causarci anche malattie.
Ci sono minori, donne incinte e persone con problemi di salute che non ricevono le cure adeguate.

Siamo a Lampedusa, chi, da 2 mesi, chi, da 4 mesi.
Finché non ci daranno la possibilità di andare via da questa prigione in un luogo in cui ci sono condizioni di vita più dignitose ci rifiuteremo di dare le impronte.
Siamo venuti per il bisogno di libertà, umanità e pace che pensavamo ci fosse in Europa.
Non vogliamo essere rinchiusi in una prigione senza aver commesso reato, vogliamo una vita più dignitosa e provare ad avere protezione dato che scappiamo da situazioni che ci mettono in condizioni di rischiare la vita.
Lasciare le impronte in queste condizioni non ci lascia la libertà delle nostre scelte future come ad esempio potersi ricongiungere ai propri familiari o comunità già presenti negli altri paesi.

VOGLIAMO ANDARE VIA DA LAMPEDUSA PER AVERE LA PROTEZIONE CHE CERCHIAMO SCAPPANDO DAI NOSTRI PAESI. MOLTI DI NOI SONO IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE E NON SMETTERANNO FINCHÈ NON SARANNO SODDISFATTE LE NOSTRE RICHIESTE.

Collettivo Askavusa
SENZA PAURA !

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