Tytty Cherasien. Si faccia luce sulla sua vicenda

@sabrarola

Qualche giorno fa su questo sito avevamo parlato della truffa a opera della “cooperante” che diceva di chiamarsi  Tytty Cherasien.
Abbiamo conosciuto  in occasione di campagne di sensibilizzazione riguardo ad alcune crisi umanitarie, si era presentata a noi come una cooperante di origine araba e israeliana, diceva di essere nata a Tel Aviv e di aver vissuto in Siria. Era apparsa nella vita di Alessandra Arrigoni (sorella di Vittorio, un giovane uomo che ha dedicato la sua vita alla causa palestinese) circa un anno dopo la morte del fratello dicendo di essere stata una grande amica di “Vik”  e diventando a sua volta amica di Alessandra. La sua foto profilo su facebook era un disegno creato per lei da Mauro Biani, diceva di conoscere Cecilia Strada, ha tenuto conferenze insieme a giornalisti del calibro di Amedeo Ricucci, diceva di conoscere persone importanti, giornalisti, politici, attivisti, collaborava con alcuni giornali online e era stata anche intervista da Der Spiegel per spiegare come funziona il viaggio dei migranti dal sud al nord Europa.

Molti come noi avevano conosciuto Tytty per il suo impegno per i senzatetto, per i migranti, per tutta l’umanità dimenticata e sofferente. A molti aveva raccontato della sua tragedia personale: la  perdita di sua figlia, una bambina morta a soli 4 anni per leucemia fulminante, ad alcuni amici aveva mostrato anche la foto della bimba e un video dove si vede la piccola insieme ai senzatetto della stazione di Milano.
Tytty teneva un blog in cui raccontava della Siria, diceva di collaborare con i ragazzi italo-siriani che andavano ad aiutare i profughi nella stazione di Milano, veniva invitata insieme ad esperti alle  conferenze in cui si parlava della crisi in Siria.  Lo scorso anno Tytty raccontò a diverse persone di avere intrapreso una relazione con un medico, tale Michael D. Kors, un oncologo che aveva una sua fondazione per i bambini malati di cancro in Inghilterra. Qualche giorno fa alcune persone hanno scoperto che questo medico non esiste, che Tytty Cherasien non esiste. Dietro questo nome si nasconde una millantatrice che probabilmente si chiama Stefania. Questa persona aveva preso da facebook le immagini del giornalista Tommaso Ederoclite dando a queste l’identità del fantomatico Dottor Kors. Tramite un gruppo che raccoglie fondi per vari progetti Tytty/Stefania avrebbe ricevuto 2000 euro  per la fondazione del suo fidanzato, fondazione che appunto non esiste. Da quel che sappiamo è stata denunciata sia per truffa che per il furto d’identità di Ederoclite.

Questa vicenda ci ha lasciato decisamente amareggiate, ma dopo un’iniziale fase di sconcerto ci siamo interrogate su come sia possibile per una persona, che si diceva esperta nella cooperazione internazionale, ridursi ad una truffa che le è fruttata poche migliaia di euro, una persona che abbiamo capito  raccontava menzogne almeno da 20 anni. Abbiamo avuto il modo di parlare con diverse persone con cui lei era in contatto che si sono dette sconvolte a causa di questa vicenda, persone che la credevano una cara amica, un’amica che hanno scoperto averli ingannati, un’amica che non si è fatta alcuno scrupolo nell’usare le immagini dei loro figli per suscitare sentimenti di compassione in altri; quella che lei spacciava per sua figlia, ad esempio, in realtà era la bambina di persone amiche di Tytty. E’ stata spietata e abile nel crearsi ad arte una certa credibilità sfruttando le sensibilità altrui, ma ci siamo poi chieste dei suoi viaggi in Siria, dei suoi reportage dal  campo profughi di Yarmouk,, dell’aiuto ai migranti che cercano di attraversare il mediterraneo, quanto c’era di vero in tutto questo?
Possibile che sia riuscita ad entrare in Siria e ad uscirne senza problemi quando anche esperti come Ricucci e il suo seguito erano stati rapiti? Possibile che al suo ritorno dalla Siria non sia stata interrogata da nessuno come sarebbe di prassi in questi casi quando si entra e esce da un paese in guerra?

Questa persona sembra legata al rapimento di Vanessa e Greta e leggendo questo articolo,  fra le tante domande che ci siamo poste è come abbia fatto ad ingannare i Ros,  visto la risposta che la portavoce dell’Unhcr aveva dato all’epoca di questo articolo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/20/greta-vanessa-cooperante-migranti-siriani-come-aggirare-i-controlli/1354425/

Ci aspettavamo dai media un po’ d’interesse intorno a questa vicenda ma, dopo questa scoperta portata alla luce da Tommaso Eredoclite il 19 Marzo,  https://www.facebook.com/tommaso.ede/posts/10153320643172385 il silenzio, a parte un piccolo trafiletto su un sito poco conosciuto e un servizio su youmedia.fanpage.it  incentrato più che altro sulla truffa, non si trova altro. Tommaso Ederoclite non è una persona sconosciuta, perché nessun giornalista, anche suo amico ha deciso di far uscire anche solo la storia della truffa fuori da facebook a parte i casi sopracitati?

Spinte dalla nostra curiosità ci siamo messe a cercare in rete qualcosa sul passato di Tytty Cherasien e abbiamo subito notato la scomparsa del suo blog e delle sue collaborazioni con alcuni siti.  Abbiamo trovato sue tracce in alcuni forum dove abbiamo compreso che si presentava a volte come un’educatrice con un lavoro precario, altre volte come una psicoterapeuta. Siamo riuscite a sapere, tramite alcune sue conoscenze,  che in passato si era presentata a volte come Stefania Leoni, Stefania Chiarini e poi Stefania Cianfrini. Ma chi è in realtà? Come ha vissuto finora? Come si pagava da vivere?

Da quel che abbiamo capito le sue origini sembrano proprio  tutte italiane e non come aveva dichiarato anche in questo status riportato da questa pagina: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=436500456403270&id=167044623348856&__mref=message_bubble

Siamo risalite ad un suo vecchio blog che aveva tenuto dal 2005 al 2011 e ci siamo sorprese nel constatare che 10 anni fa il suo stile di scrittura, in quanto altamente sgrammaticato, lasciava molto a desiderare,  mentre nel suo ultimo blog non solo scriveva in una forma corretta ma era anche capace, tramite le sue parole, di suscitare emozioni di forte compassione nei suoi lettori.
Possibile che un’adulta che si preoccupava, scrivendo in una forma altamente sgrammaticata, delle sue condizioni di vita e di lavoro precario, sia capace nel giro di pochi anni di un cambiamento così grande?

Abbiamo inoltre capito, avendo le prove di inconfutabili testimonianze, che non conosceva né Gaza né Aleppo, che invece diceva di conoscere molto bene e che il tatuaggio che aveva nel braccio in cui lei sosteneva ci fosse scritto “restiamo umani” in arabo,  in realtà significa “resti (rimasugli) umani”.
Possibile che le sue amicizie esperte di quelle aree del medio-oriente e di lingua araba non si siano accorte di errori così palesi?

Aggiungiamo in ultimo, in questa storia dove  fioriscono più le domande e le  amare considerazioni mentre mancano in modo assoluto le minime certezze, qual è il reale coinvolgimento di Tytty Cherasien nel progetto Horryaty e nel rapimento di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo?
Perché nessuno ancora oggi ha risposto ai dubbi che già l’autore di questo articolo http://spondasud.it/2015/01/greta-e-vanessa-le-nuove-intercettazioni-del-ros-e-il-traffico-di-profughi-6639 si poneva nel gennaio 2015?
Come mai tutte le persone che sono rientrate dalla Siria negli ultimi anni del conflitto sono state interrogate dalla magistratura e lei a quanto pare no?
Come mai negli articoli dove si parla del rapimento di Vanessa e Greta vengono fatti dei nomi e Tytty Cherasien (o come diavolo si chiama) viene indicata semplicemente come Titti o Stefania C. ?

Crediamo che sia importante far luce su questa vicenda perché sono implicati sentimenti di tantissime persone che si fidavano di Tytty/Stefania e perché chi opera davvero per gli altri e le persone che s’impegnano nel riportare le notizie dalle zone di guerra, non abbiano più modo di venire inquinate dalla presenza di persone del genere.

6 aprile 2016

Casa originale dell’ articolo http://www.articolo21.org/2016/04/tytty-cherasien-si-faccia-luce-sulla-sua-vicenda/

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