Corto Circuito: il centro sociale di Roma a rischio sgombero

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Ci risiamo, un nuovo spazio sociale di Roma, il C.S.O.A. Corto Circuito, è a rischio sgombero. Il prossimo 10 febbraio, infatti, scadrà l’ultimatum che il Comune di Roma ha concesso al centro sociale di via Filippo Serafini, zona via Tuscolana, che da questo momento è a rischio sfratto.

Dopo i casi del centro per i rifugiati Baobab di via Cupa e di villa Lauricella di via Gattamelata, ecco che si apre un nuovo capitolo della guerra dichiarata dal Commissario straordinario del Campidoglio, Francesco Paolo Tronca, agli spazi sociali capitolini. La notifica fatta giungere al Corto Circuito specifica che il riappropriamento dello spazio avverrà ” con qualsiasi mezzo ritenuto opportuno“.

Nonostante tutte le parole e le promesse fatte, quindi, non sembra essere cambiata la posizione delle istituzioni politiche capitoline nei confronti di spazi che, nella maggior parte dei casi, rappresentano dei veri e propri luoghi di aggregazione, dibattito e scambio di idee per i territori circostanti. Il fatto che fa più riflettere è che molte volte questi spazi, una volta sgomberati, vengono concessi a privati che non esitano a “convertirli” in luoghi dove poter accrescere il profitto personale e basta.

Per questa ragione gli abitanti del quartiere Tuscolano hanno deciso di organizzare una vera e propria giornata di protesta per mercoledì prossimo, 10 febbraio 2016. Per dire no allo sgombero del Corto Circuito, spazio che da 26 anni “guida” la lotta di questa parte di periferia romana, si comincerà alle 6 di mattina con una colazione sociale per poi continuare con una serie di dimostrazioni sportive, di dibattiti su varie tematiche, eventi culturali e tanto altro ancora.

Nella sera di martedì 9 infine, per aprire questa giornata molto importante, verrà presentato il libro ” Il Combattente di Karim Franceschipresso lo stesso C.S.O.A. Corto Circuito. Karim Franceschi, per chi non lo sapesse, è stato uno dei pochi ” italiani” che si è recato a Kobane per combattere, in prima fila, le truppe del califfato islamico dell’Isis.

da oltremedia

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