Assassinio di Giulio Regeni: ancora sangue giovane versato dai governi della borghesia

Un altro giovane, testimone e partecipante, della lotta del movimento operaio e popolare contro le oligarchie economiche e militari del capitalismo è stato ucciso. Un’altra vittima di questa nuova ondata storica di repressione alle resistenze sociali contro la dittatura delle Borse e del mercato, contro le guerre della Nato per la nuova spartizione geostrategica del commercio mondiale imbrigliato in una crisi economica senza fine. Una repressione politica e una dittatura economica che colpiscono particolarmente i giovani.
Giulio Regeni, proveniente dalle terre della Bassa Friulana, terre dal passato glorioso di lotte contadine e operaie, di lotte partigiane, aveva trovato il modo di esprimere la sua vicinanza alla lotta dei lavoratori, del popolo proletario di tutti i paesi, con i suoi studi e i suoi reportage di quelle lotte. Questo suo cammino di vita l’aveva portato a sbarcare in uno dei fronti più duri della lotta di classe attuale: la terra egiziana. E’ stato costretto a ricorrere ad uno pseudonimo per poter pubblicare su un quotidiano nazionale le sue analisi e le sue esperienze. L’hanno ucciso gli apparati repressivi del presidente-generale Al Sisi, alleato della Nato e dell’Unione europea. Come sempre accade in questi casi il governo ha cercato di camuffare quella che è stata un’esecuzione al termine di torture. In Egitto oltre seicento oppositori sono caduti sotto i colpi degli squadroni della morte filogovernativi. Giulio Regeni nel suo ultimo articolo parlava dei sindacati indipendenti egiziani, la loro riorganizzazione e la loro lotta contro il regime di Al Sisi che sfrutta l’ubriacatura mediatica della lotta al terrorismo per reprimere la resistenza proletaria e popolare.
Al Sisi è un alleato del governo Renzi e della UE. L’ENI beneficia del petrolio egiziano in base ad un accordo specifico e vi sono quasi dieci miliardi di euro di un giro d’affari che riguarda imprese italiane. Inoltre, l’Egitto di Al Sisi sarà il dispositivo strategico del prossimo intervento militare della Nato in Libia; intervento militare sul quale il governo Renzi vuole giocarsi la partita per un ruolo egemonico.
Non dimenticheremo la testimonianza di Giulio Regeni che ha contribuito a descrivere l’esistenza odierna e internazionale di quella lotta di classe proletaria che gli apparati cognitivi della borghesia fanno di tutto per nascondere; che ha ricordato che la vittoria del movimento operaio è sempre possibile e che questo è motivo di paura per le classi dirigenti capitalistiche di ogni paese; tanto più a fronte della continua crisi della forma capitalista dell’economia e del suo fallimento sociale.

Partito Comunista dei Lavoratori – Nucleo isontino

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o48037:e1

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