Il vero volto di forza nuova: tra sessismo, negazione dell’Olocausto e bombe

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Lettera Aperta alla città del Laboratorio Morion e del Centro Sociale Rivolta

In questi giorni Forza Nuova conduce un’operazione tre volte disgustosa.

Primo perché cerca di buttare benzina sul fuoco denunciando uno stupro non verificato. Ma se anche violenza ci fosse stata, rifiutiamo di pensare che il razzismo possa rappresentare una soluzione. Questa strumentalizzazione smaschera il vero fine di Forza Nuova: l’espansione cittadina della sua politica di odio, altro che sicurezza.

Secondo perché Forza Nuova attua la sua odiosa strumentalizzazione sul corpo femminile. Su quello della donna che avrebbe subìto la violenza e su quello di tutte le donne, ancora una volta relegate nella posizione di “vittime” bisognose della protezione dell’uomo. Evitiamo di ricordare come la maggior parte delle violenze avvenga tra le mura domestiche, “coniugali”, non “etniche”, maturate in seno alla “famiglia naturale”. Questi Fascisti, come tutti i Fascisti sono maschilisti, sono loro, con la loro retorica guerriera, gli eredi nostrani della cultura dello stupro bellico, arma programmaticamente impiegata dalla RSI contro le partigiane e le nemiche politiche. Per non parlare delle “faccette nere” dell’avventura coloniale in Etiopia (dove lo stupro veniva perpetrato con leggerezza dai legionari italiani), oggetti inferiori dal punto di vista razziale, quindi disponibili alla “schiavitù d’amore”. Dalla guerra d’Africa agli della anni della Resistenza fino massacro del Circeo, la matrice violenta e maschilista si è riprodotta negli attuali attivisti veneti di Forza Nuova, soliti inneggiare allo stupro di massa nei confronti di donne antirazziste e antifasciste. Accusa circostanziata, non parliamo di intercettazioni, si tratta di personaggi talmente intrisi di questo specifico tipo di violenza da considerarla normale, da sbandierarla sui social network come altri pubblicano i gattini.

Terzo perché Forza Nuova fa leva sui peggiori stereotipi razzisti, nei discorsi, ma anche nelle immagini di uomini di colore che circolano in questi giorni sui loro profili ufficiali. L’uomo di colore è qui rappresentato non tanto e non solo come individuo antisociale, piuttosto come un vero e proprio animale. A spaventare l’indifesa donna bianca non è tanto la sua razionalità criminale, una specifica qualità morale negativa, quanto piuttosto la sua irrefrenabile istintualità, un “cuore di tenebra” in un corpo nero che emerge dalla notte come uno squalo dagli abissi. Va specificato che le immagini agitate dai goffi Forzanovisti non c’entrano nulla con Mestre o Venezia, sono state trovate da qualche parte e scelte per rappresentare questi animali, minacciosi in branco o singolarmente.

Infine qualche nota sul convegno “Siria. Lotta al terrore”, organizzato da Forza Nuova a Venezia il 23 gennaio scorso. Qui la formazione neofascista ha mostrato il suo vero volto. Evidentemente dalle gite natalizie nelle chiese veneziane alla negazione dell’Olocausto il passo è breve. Basta dare un’occhiata agli invitati.

Nick Griffin: Ex presidente del British National Party, noto per le sue tesi negazioniste, per avere definito l’Olocausto “una totale insensatezza” e per avere dichiarato che l’esistenza delle camere a gas “è stata svelata come una bugia totale”. Che classe: invitare un tale soggetto a pochi giorni dalla Giornata della Memoria.

Nabil Al Malazi: sostenitore del presidente Bashar Al Assad, a capo di un regime che secondo l’IRIN (un’agenzia di stampa umanitaria legata all’ONU) è responsabile dei tre quarti delle vittime civili morte nel conflitto siriano nel 2015. Guerra che ha provocato dal 2011 oltre 250.000 morti, in maggioranza ascrivibili ad Assad, senza naturalmente considerare le infinite e circostanziate accuse di violazione dei diritti umani, repressione degli avversari politici e tortura. Questo, secondo Forza a Nuova, sarebbe l’argine contro l’avanzata dell’Isis in Medio Oriente, combattere il terrore con altro terrore. Mentre l’unica alternativa allo Stato Islamico è oggi rappresentata dai Curdi di Siria, impegnati in una guerra per difendere una società democratica, dove possano convivere in pace e autonomia comunità etniche e religiose differenti, uomini e donne di ogni orientamento sessuale.

Il parterre di invitati si chiude naturalmente con il leader di Forza Nuova, il nostrano Roberto Fiore, capo di Terza Posizione, formazione sciolta con l’accusa di eversione e coinvolta nella stagione dello stragismo di Stato.

Ricordiamoci di tutto questo quando Forza Nuova si erge a paladina della legalità, si appella alla democrazia e si presenta come associazione culturale. Quale fulgido modello di legalità può incarnare un leader dell’eversione nera che ha creato un impero economico nella sua latitanza inglese, riciclando i soldi sporchi della cassa di Terza Posizione? Quale baluardo di democrazia può rappresentare un’organizzazione che annovera tra i propri modelli i dittatori più sanguinari della storia e del presente?Quale cultura viene qui promossa? Quella dell’odio verso il diverso, il povero, il migrante.

Ciliegina sulla torta: qualche giorno fa i giornali hanno riportato una notizia. Per l’attentato esplosivo, perpetrato nottetempo ai danni di un centro di preghiera islamico a Padova, sono indagati due attivisti di Forza Nuova. Gli inquirenti sarebbero risaliti a questa conclusione intercettando le conversazioni di alcuni responsabili del partito.

Per tutte queste ragioni pensiamo che sia importante limitare e isolare le pericolose espressioni neofasciste che si manifestano nella nostra città. E’ necessario non abbassare la guardia, i populismi trovano terreno fertile nella crisi, ed è per questo che vanno rinsaldati vincoli di solidarietà che sappiano ritessere la tela della società veneziana rifacendosi a valori democratici, sottraendo l’antifascismo alla liturgia e rendendolo memoria viva, comune denominatore della Venezia del presente, strumento culturale quotidiano contro odio, violenza e ignoranza.

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