Verona – Per una nuova politica abitativa, non è più tempo di aspettare

Al tribunale di Verona, ogni martedì, un centinaio di famiglie perde la casa. Numeri che quantificano una vera e propria emergenza sociale che non può più essere

L’esperienza degli ultimi mesi di intensa mobilitazione sul tema del diritto all’abitare ci ha visto protagonisti nelle nostre città di decine e decine di iniziative di blocco degli sfratti, occupazioni abitative, tentativi di autorganizzazione da parte di chi, colpito dalla crisi, vede venir meno quello che dovrebbe essere un diritto garantito a tutti: una casa in cui vivere.

Allo stesso tempo ci si è relazionati con le istituzioni e gli enti pubblici (Comuni, Servizi Sociali, Prefetture, Ufficiali Giudiziari), nonché con le parti (proprietari e loro avvocati), chiedendo rinvii delle esecuzioni, spingendo i Servizi Sociali ed i Comuni a prendere in carico famiglie esecutate e a predisporre soluzioni abitative adeguate, chiedendo la convocazioni di tavoli di lavoro con il Prefetto ed i Sindaci affinchè sia strutturalmente garantito il diritto all’abitare di singoli e famiglie esecutati in procedimenti di sfratto o di pignoramento immobiliare.

Grazie alle mobilitazioni molte famiglie, italiani, migranti, precari hanno la possibilità di rompere quella solitudine che spesso accompagna la difficoltà economica ed abitativa.

Il mettersi insieme per rivendicare i propri diritti, creando reti di relazioni solidali tra i soggetti colpiti dalle esecuzioni e praticando direttamente percorsi di lotta dal basso, ha garantito a molti ciò che le istituzioni nazionali e locali non sono più in grado di garantire.

Proprio questo abbiamo dovuto registrare negli ultimi mesi: una totale inadeguatezza delle istituzioni nel rispondere ad un problema che ormai interessa fasce sempre più ampie di popolazione anche nella nostra regione.

Rompere l’impasse, riaccendere il dibattito pubblico, costruire una piattaforma di rivendicazioni per i prossimi mesi: servono interventi urgenti e radicali non è più tempo di aspettare.

• Qualsiasi intervento non può che essere preceduto da un provvedimento indispensabile per uscire dalla logica dell’emergenzialità: le Prefetture attuino, come già fatto in altre città, un blocco temporaneo dell’uso della forza pubblica nell’esecuzione degli sfratti.

• Come indicato nel decreto IMU dello scorso ottobre, i Prefetti istituiscano dei tavoli permanenti per la graduazione amministrativa degli sfratti, con inquilini, proprietari, Comuni e ATER per garantire il passaggio da casa a casa delle famiglie sotto sfratto.

• A fronte di un’enorme richiesta inevasa di alloggi pubblici non è più accettabile che, per ragioni di bilancio, ATER e Comuni svendano il loro patrimonio: blocco immediato delle alienazioni e assegnazione alle famiglie in difficoltà.

• Cessione ai Comuni del patrimonio ATER non in assegnazione e fuori norma, un patrimonio che ATER si e dimostrato incapace di gestire, e assegnazione a percorsi di autorecupero.

• I Comuni pubblichino bandi di reperimento di alloggi a canone concordato, facendosi garanti del pagamento del canone e prevedendo sgravi fiscali per i piccoli proprietari.

• Utilizzo dell’enorme patrimonio pubblico e demaniale per rispondere all’esigenza abitativa.

• Aumento dei fondi di sostegno all’affitto comunali e regionali per fronteggiare le situazioni di morosità incolpevole.

• Piani di acquisizione a prezzo di costruzione degli immobili invenduti e sfitti.

• Trasparenza delle graduatorie , troppo spesso gestite in maniera clientelare, come gli ultimi scandali hanno dimostrato. Eliminazione delle clausole discriminatorie e razziste per l’assegnazione del punteggio a disposizione delle amministrazioni comunali.

• Censimento e requisizione degli immobili sfitti delle grandi proprietà (banche, fondazioni, ecc.) utilizzati a fini speculativi.

• Non è possibile che troppe famiglie, specialmente in presenza di minori, non siano garantiti gli allacciamenti delle utenze, indispensabili per un vivere degno. Abolizione degli accordi ATER-aziende fornitrici sulla necessità del contratto d’affitto e maggiori fondi a sostegno del pagamento delle utenze.

Associazione Diritti Lavoratori ADL Cobas

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/verona-per-una-nuova-politica-abitativa-non-e-piu-tempo-di-aspettare/19809

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