Catania: Repressione e “terrorismo psicologico” contro l’attivismo giovanile

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Il nostro gruppo nasce tre anni e mezzo fa. Nel corso di questi siamo cresciuti e abbiamo generato un fenomeno di aggregazione che ha coinvolto tanti nostri coetanei. Abbiamo svolto un importante lavoro sociale e ci siamo sempre schierati dalla parte dei più deboli. Abbiamo sempre preso posizione contro le disparità, le ingiustizie e gli oppressori. Siamo diventati un soggetto conflittuale, perché non abbiamo mai avuto paura di esprimere il nostro dissenso e farlo con le pratiche più opportune. La conseguenza è stata essere presi di mira da coloro che vorrebbero tenere saldi gli schemi di una società che vive giorno dopo giorno un declino sulla propria pelle.

Ed è così che dalla Questura di Catania sono iniziate ad arrivare piogge di minacce, controlli e denunce. Tanti di noi, ancora minorenni, si ritrovano già con diverse denunce alle spalle. La loro è una chiarissima strategia di terrorismo psicologico, volta a isolarci e creare dei problemi nelle nostre famiglie.

Sabato mattina è avvenuto l’ennesimo episodio repressivo e vergognoso: una volante, senza preavviso di chiamata, è andata a casa di uno di noi per fargli notificare una denuncia. La prassi che caratterizza degli episodi del genere vede solitamente la comunicazione telefonica: per la seconda volta non è stato così. Pensano di generare terrorismo psicologico e paura ma non hanno ancora capito che questi atti ci fanno solo sorridere e comprendere quanto vile e fuorviante sia il loro modo di lavorare all’interno di una città che richiederebbe attenzioni su altri fronti. Specifichiamo che l’accusa verbalizzata nella denuncia è quella di accensione di materiale pericoloso (un fumogeno) durante la manifestazione studentesca del 9 Ottobre scorso.

Noi non riusciamo a comprendere cosa possa esservi di pericoloso nell’accensione di un materiale volto a colorare una manifestazione e, ancor di più, non riusciamo a comprendere perché tutti i componenti della DIGOS fossero concentrati attorno al nostro spezzone, intervenendo anche durante la manifestazione all’interno del corteo e utilizzando un atteggiamento scontroso e un tono aggressivo. Noi siamo sicuri che questo ennesimo attacco non sia un attacco all’episodio in sé ma, come negli altri casi, alla singola persona, al nostro gruppo, alle nostre idee e al nostro modo di essere. Ribadiamo quanto certi episodi non ci intimoriscano e, ribadiamo ad alta voce, che continueremo a sensibilizzare, a stare nelle nostre scuole, nelle nostre piazze, con le nostre idee e le pratiche che riteniamo più opportune e legittime, senza timore ma con più decisione.

Per il 21 Dicembre, ad un anno dallo sgombero della nostra occupazione all’Archimede, alla quale sono seguite denunce e seguiranno processi, invitiamo alla partecipazione ad una giornata contro la repressione e per la libertà d’espressione.
Per ciò che è legittimo in una società ingiusta.
A breve ulteriori info.

LPS Liberi Pensieri Studenteschi

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