Roma: Vile provocazione fascista alla consulta provinciale degli studenti

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A Roma i fascisti sono stati liberi di organizzare manifestazioni non autorizzate con cori che innegiano a mussolini. E’ successo oggi in  Viale Manzoni, in occasione della Consulta studentesca provinciale.  Il Prefetto di ferro Gabrielli, fautore della “tolleranza zero” contro qualsiasi lotta sociale si mostra tollerante verso dimostrazioni apertamente fasciste.
PS:  l’unione di piazza tra Lotta Studentesca, Casapound e Areazione dimostra l’unità di intenti tra le forze di estrema destra alla faccia di chi si trastulla sulle loro differenziazioni!
Comunicato degli studenti autorganizzati di Roma :
VILE PROVOCAZIONE FASCISTA ALLA CONSULTA PROVINCIALE
Oggi, 18 novembre 2015, si è tenuta l’assemblea plenaria di presentazione degli studenti eletti per rappresentare le proprie scuole nella consulta provinciale, all’interno dell’istituto Galilei.
E’ stato permesso dalla questura a diversi gruppi fascisti tra cui Lotta Studentesca, Casapound e Areazione, di muoversi in corteo fino a viale Manzoni, sotto al palazzo in cui si sarebbe tenuta l’assemblea. In una città blindata in cui non ci permettono di scendere in piazza, tramite divieti e misure cautelari, vediamo come le forze dell’ordine consentano a gruppi fascisti di muoversi liberamente.
Questa mattina, quando gli eletti antifascisti si sono presentati, abbiamo assistito a una provocazione da parte degli studenti di estrema destra che hanno intonato cori inneggianti al duce, sventolando croci celtiche. Nel momento in cui gli studenti antifascisti erano in procinto di entrare al Galilei, hanno subito una vile aggressione di stampo fascista.
Notiamo infatti come questi gruppi operino esclusivamente in circostanze di risalto mediatico, di fronte alle telecamere e tutelati dalle forze dell’ordine.
Noi continueremo a rispondere a queste intimidazioni nelle scuole e nelle città, creando nei quartieri momenti di aggregazione, socialità, confronto e crescita politica. Non lasceremo passare nei nostri luoghi le loro forme di violenza e i loro messaggi d’odio xenofobo, omofobo e razzista.
La nostra è un’opposizione reale che non si concretizza con l’obiettivo di avere un impatto mediatico ma coinvolge la vita quotidiana di ognuno di noi.
I metodi vili e intimidatori attuati dalle realtà di estrema destra sono emersi anche in un gravissimo episodio verificatosi ieri sera a Napoli, nel quartiere Vomero.
Una studentessa diciassettenne stava tornando a casa quando, in via Caldieri, è stata fermata da un uomo di quarant’anni, militante di Casapound, che l’aveva già importunata precedentemente.
Con il pretesto di ottenere delle informazioni, la ragazza è stata poi afferrata e sbattuta violentemente contro il muro, le è stato puntato un coltello alla gola, per poi essere minacciata e molestata sessualmente.
Dietro l’uomo che ha aggredito la studentessa, ce ne erano altri tre che controllavano la strada, ma la ragazza è riuscita, gridando, a mettere fine all’aggressione.
Questo episodio di natura violenta e sessista, è un palese esempio delle metodologie infami utilizzate da questi gruppi, risoltesi questa volta nell’identificazione di una ragazza che per il suo aspetto esteriore e il modo di vestire, è stata riconosciuta come attivista dei collettivi studenteschi antifascisti.
Da parte di tutta la componente studentesca romana portiamo la nostra solidarietà alla ragazza, agli studenti e alle studentesse napoletane che ogni giorno portano avanti la nostra stessa lotta.
Non ci faremo spaventare da atti di violenza simili, dalle loro prese di potere contro soggetti più deboli, dalle minacce portati avanti al buio, senza il coraggio di confrontarsi a viso aperto con i loro pari.
Non accetteremo questi eventi a testa bassa, lasciando passare gravi aggressioni e intimidazioni, ma costruiremo un percorso forte per escludere dai nostri spazi chi si approfitta di chi è più debole, portando avanti politiche razziste e di emarginazione sociale, trovando capri espiatori spesso identificati con la classe più povera.
Nelle nostre città costruiamo quotidianamente percorsi di contrapposizione che portino ad una reale presa di coscienza politica.
Per contrastare i fenomeni fascisti che dilagano a causa della paura e dell’odio nei confronti del diverso, combattiamo ogni giorno chi strumentalizza e specula su tragedie per portare acqua al proprio mulino e continuare a fomentare l’odio.
Nelle scuole e nelle città, non c’è e non ci sarà mai spazio per i fascisti.
CI CHIAMAVANO BANDITI, CI CHIAMAVANO TEPPISTI
 
IERI PARTIGIANI, OGGI ANTIFASCISTI
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