7 marzo 1965 Bloody Sunday – Selma, Alabama

Il 7 marzo di 51 anni fa  è passato alla storia come “la domenica di sangue”, una delle tappe più importanti della lotta per i diritti civili dei neri d’America guidata da Martin Luther King.

Una delle figure più emblematiche ed eroiche di quella domenica del 1965, che fu decisiva per il successivo riconoscimento del pieno diritto di voto dei neri, è Amelia Boynton Robinson, presidente d’onore del Movimento Solidarietà. Amelia Boynton, insieme a Hosea Williams, John Lewis e Marie Foster, era in prima fila tra i neri che marciavano pacificamente da Selma a Montgomery, la capitale dell’Alabama, e che furono brutalmente aggrediti dalla polizia. La Boynton fu brutalmente picchiata. Ricorda che ‘i cavalli erano più umani dei poliziotti’ perché evitavano di calpestare i manifestanti caduti a terra. Lei fu colpita fino a perdere conoscenza, un’esperienza atroce raccontata nei dettagli dalle riprese dei fotografi che erano sul luogo.

bloody

Amelia Boynton Robinson soccorsa dopo essere stata lasciata per morta dalle truppe del governatore razzista dell’Alabama il 7 marzo 1965.

Di seguito un appello diffuso da Amelia per l’occasione, due dei numerosi articoli che commemorano quegli storici avvenimenti di cui riproduciamo qualche foto.

7 MARZO 1965

di Amelia Boynton Robinson
[Vicepresidente dell’Istituto Schiller
Presidente onorario del Movimento Solidarietà]

Potete immaginare dei cittadini americani che subiscono ogni genere di repressione per più di sessant’anni, soltanto perché volevano essere considerati cittadini a pieno titolo e non più schiavi? La nostra battaglia non cominciò, né terminò, nel 1965, con il riconoscimento del diritto di voto per i cittadini di colore, quali “cittadini di prima classe”. Per quanto possa apparire strano, questa libertà o privilegio fu pagata a caro prezzo da persone di ogni razza, che sacrificarono la loro vita. Sangue, sudore, lacrime, ed anche morte: il prezzo supremo per la libertà. Vi sono eroi ed eroine non ricordati nei canti, che non conosceremo mai.
Siamo giunti, attraverso la fede, a tanto; confidando e pregando affinché i nostri desideri fossero compiuti, e in molti casi ciò è successo. A Selma (in Alabama), dove condussi io la battaglia, ora abbiamo un sindaco di colore, consiglieri comunali e assessori di colore, due giudici, un capo dei pompieri, commissari di contea neri e abbiamo avuto per dieci anni un avvocato di contea nero, che per inciso è mio figlio Bruce Carver Boynton. Moltiplicate questa contea dell’Alabama, e otterrete un’immagine dei progressi che abbiamo compiuto.
Ma queste conquiste sono di ieri. Il fondamento del nostro governo consiste nei principi della nostra Costituzione. Invece di formare un’unione sempre più perfetta che assicuri la vita, la libertà, e la ricerca della felicità, che promuova il bene comune dei suoi cittadini, noi abbiamo degradato la vera essenza della Costituzione.
Le promesse ai giovani poveri (che avrebbero ricevuto un’istruzione adeguata se fossero entrati nella leva militare) si sono trasformate in incubi, perché ora tornano dalla guerra con corpi e spiriti spezzati. La privatizzazione della previdenza sociale, proposta da Bush, getterà gli anziani e i poveri in condizioni disperate. Il degrado dell’istruzione prepara i diplomati a lavori come farcitori di hamburger.
La lotta per i diritti dei popoli, da parte dei popoli, è ora. Il passato è passato, e il futuro potrebbe non essere nostro, se non arresteremo la follia a Washington. Sarebbe la fine per l’America e per il mondo.

 L’autobiografia di Amelia Boynton Robinson in italiano 

 

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