Isochimica di Avellino: estraevano l’amianto con le mani, tutti morti e malati

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Era l’estate del 1983 e questi lavoratori dell’ Isochimica avellinese si trovavano all’interno di un vagone ferroviario da cui avevano appena estratto l’amianto. Non una tuta di protezione, non una mascherina, non dei guanti per proteggere le mani. Ora gli operai della foto sono tutti ammalati ai polmoni ed uno è già morto. A parlare è uno di loro al “Corriere del Mezzogiorno”:
“Nei primi anni di lavoro i capannoni nemmeno c’erano ripulivamo le carrozze direttamente nella stazione di Avellino. Poi entrammo nello stabilimento, avevamo giusto qualche tuta da lavoro e basta. All’inizio ce lo facevano togliere a secco, così si alzavano nuvole grandi e bianche, sembravano fiocchi di neve. Solo dopo due anni cominciammo a bagnare i pannelli con l’acqua, ma ormai era troppo tardi.”
La prima inchiesta riguardo a ciò che accadeva nell’azienda avellinese è stata aperta solo nel 2013 dal procuratore Rosario Cantelmo che, all’inizio del suo mandato, ha immeditamente sospettato dei fatti di Borgo Ferrovia. Ad oggi, su 400 dipendenti di Isochimica, 170 sono malati e 15 morti. Molti di loro oggi sono a protestare di fronte all’ex azienda in cui sono conservati da ben trenta anni 496 cubi di cemento imbottiti d’amianto, pesanti una tonnellata l’uno, che stanno iniziando a decomporsi. Come se non bastasse, altre tonnellate di minerale sono sepolte sotto terra in buche scavate dagli stessi operai su richiesta dei dirigenti.

http://bastamortesullavoro.blogspot.it/2014/02/isochimica-di-avellino-estraevano.html

G8 Genova: Confermata la condanna al superpoliziotto caldarozzi

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Sono state depositate le motivazioni che hanno portato alla condanna dell’ex capo dello Sco della polizia, Gilberto Caldarozzi nell’ambito del massacro poliziesco alla Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Per la Cassazione, Caldarozzi si “è prestato a comportamenti illegali di copertura poliziesca propri dei peggiori regimi antidemocratici” e, per questo, legittimamente la magistratura di sorveglianza gli ha negato l’affidamento in prova”.

Caldarozzi è stato condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi, da scontare ai domiciliari.  Il commento di Marialuisa D’addabbo, legale di parte civile.

da Radio Onda d’Urto

CHIUDERE SUBITO TUTTI I CIE! CANCELLARE LE LEGGI RAZZISTE!

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Sabato 15 febbraio 2014, alle ore 15, si terrà un corteo al Centro d’Identificazione ed Espulsione (CIE) di Roma-Ponte Galeria, per chiudere subito tutti i CIE. Domenica 16 febbraio, alle ore 10, ci sarà una manifestazione in Sicilia, al CIE di Cara di Mineo. 
E’ importante la massima partecipazione a queste manifestazioni e ci uniamo all’appello dei promotori e di tutti i migranti e le comunità straniere che stanno protestando contro le discriminazioni, per realizzare importanti 
giornate di solidarietà e di lotta. 
I CIE sono campi di detenzione per donne e uomini che non hanno commesso alcun reato, colpevoli solo di essere nati nei paesi oppressi dall’imperialismo e da cricche locali ad esso legate, solo di essere fuggiti da realtà di miseria, distruzione delle economie locali, guerre di rapina, persecuzioni e violenze di ogni genere, anche sessuali. 
Donne e uomini che dopo aver rischiato la vita in traversate nelle quali migliaia di migranti perdono la vita, dopo aver subito le vessazioni dei moderni trafficanti di schiavi, sono rinchiusi in campi di concentramento dove viene annullata la loro libertà e personalità, dove si verificano abusi e condizioni igieniche e sanitarie che costituiscono una grave violazione dei loro diritti e della dignità umana. 
I CIE sono apparati costosi e utili alla politica xenofoba e razzista dei governi antipopolari, come quello Letta-Alfano, che individua i migranti come un capro espiatorio nella attuale situazione di grave crisi economica del capitalismo. Così come sono utili ai partiti reazionari e fascisti che costruiscono sulla paura e le discriminazioni le proprie campagne elettorali. 
La politica razzista che rinchiude i migranti nei CIE e nega loro i permessi di soggiorno è funzionale al super-sfruttamento di padroni e padroncini, che utilizzano la forza-lavoro irregolare e sotto ricatto dei migranti come “variabile di aggiustamento” delle imprese che non possono delocalizzare la produzione. Allo stesso tempo è funzionale alle mafie che approfittano della clandestinità dei migranti per sviluppare i loro sporchi traffici. 
Grazie alle ribellioni dei migranti reclusi il governo ha dovuto chiudere diversi CIE. E’ ora di chiuderli tutti e di cancellare le leggi che li prevedono – la Bossi-Fini e la Turco-Napolitano – esigere i diritti e l’accoglienza dei migranti. 
Dobbiamo dire basta alle misure razziste, repressive e securitarie, alle politiche migratorie reazionarie coordinate da un’Unione Europea (UE) fortezza 
imperialista che rifiuta ai popoli ciò che questi ultimi hanno offerto ai suoi 
migranti (tra cui più di 20 milioni di italiani fra il 1871 e il 1951). 
Una UE sostenitrice del neoliberismo e delle misure di austerità antipopolari, che non vuole riconoscere l’immenso debito storico, economico, ecologico che i 
paesi imperialisti hanno nei confronti dei paesi dipendenti dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia e che continua, al pari delle altre potenze imperialiste, a saccheggiare le ricchezze dei paesi dipendenti e massacrare i loro popoli. 
Esigiamo la chiusura definitiva di tutti i CIE e l’abolizione delle leggi razziste! 
Permesso di soggiorno e documenti di viaggio per i migranti, donne e uomini, asilo politico per tutte le vittime delle guerre e delle persecuzioni. 
Legalizzazione e parità dei salari e dei diritti per le lavoratrici e i lavoratori migranti. 
Esigiamo una politica rispettosa dei migranti, dei loro diritti. 
La politica razzista anti-migranti è rivolta contro l’insieme dei lavoratori e perciò deve trovare una risposta unitaria e più ampia possibile. Una risposta che va strettamente collegate alla lotta rivoluzionaria contro la causa principale dell’immigrazione, della miseria, della guerra: l’imperialismo, un sistema barbaro che va abbattuto per costruire un nuovo e superiore ordinamento sociale.

CHIUDERE SUBITO TUTTI I CIE! CANCELLARE LE LEGGI RAZZISTE! :: Il pane e le rose – classe capitale e partito.

 

Ancona 15/2 Manifestazione per il diritto alla casa #iostoconcasadenialtri

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CASA, REDDITO, DIGNITA’, NON SI SGOMBERANO

Il 15 febbraio ad Ancona grande manifestazione per il diritto alla casa!

Casa de nialtri non si ferma!

ORE 17.00 CONCENTRAMENTO GIARDINETTI PIAZZA UGO BASSI

Ad Ancona c’è un’emergenza casa. Sono ormai centinaia le persone a cui viene negato questo elementare diritto: dai tanti costretti a ripararsi in edifici abbandonati, alla stazione, al porto, a coloro sotto sfratto, ai tanti in graduatoria che da anni aspettano l’assegnazione di una  casa popolare. Da alcuni mesi un gruppo di associazioni e soggetti politici ha deciso di impegnarsi su questo fronte. Sono state fatte assemblee, impediti sfratti. Al Comune a più riprese è stato segnalato quanto il problema stesse diventando pesante. Ma non sono arrivate risposte adeguate alla situazione. Ecco perché il 22 dicembre scorso circa sessanta persone ha occupato una scuola chiusa da tre anni, in totale stato di abbandono e degrado. Tra loro  migranti in possesso della carta di soggiorno, rifugiati e richiedenti asilo, autoctoni che hanno visto fallire le proprie attività imprenditoriali, o lavorative in generale, si sono ripresi il diritto negato di un tetto sulla testa. Questo percorso ha ricevuto e sta continuando a ricevere tantissima solidarietà e appoggio da una parte considerevole della città. Il governo della città ha però scelto la forza militare per chiudere non solo gli spazi sociali ma anche quelli istituzionali, con tanto di schieramento dei reparti antisommossa all’ingresso del palazzo municipale definito dal Sindaco “casa mia”, lo scorso 7 febbraio in occasione del presidio dopo lo sgombero avvenuto il giorno prima all’alba con un blitz a sorpresa.

Casa de nialtri, così è stata rinominata l’ex scuola, è una speranza concreta, un’alternativa praticabile per chi vive in strada o soffre l’incertezza di non sapere fino a quando potrà garantirsi la propria abitazione. A fronte dell’inaccettabile sgombero, di cui la sindaca è il mandante, che da ora in poi ci sembra più opportuno chiamare Crudelia Demon, Casa de nialtri, non si ferma, va avanti con il suo progetto.

Sabato 15 febbraio una grande manifestazione percorrerà le strade della città di Ancona per dare voce a tutti coloro che non accettano di vivere in una città che il Sindaco considera il suo cortile privato, una città violata da chi dall’alto del suo scranno istituzionale vuole imporre contro l’opposizione sociale la politica del manganello, contro i fondamentali diritti umani il trasferimento coatto di migranti e senza-casa, contro la solidarietà il business dell’accoglienza, contro la democrazia l’autoritarismo decisionista che dà sempre più privilegi ai privilegiati e sempre più precarietà a chi oramai non ha più neanche il reddito minimo di sussistenza. Sabato 15 febbraio saremo uniti in piazza per ribadire che Casa de nialtri vive perché le idee, la passione, la solidarietà, il desiderio di libertà non si uccidono con lo sgombero di una sede e la deportazione degli occupanti e neppure con la colt spara-bugie di un sindaco-sceriffo. Difronte ai problemi reali, alla vita vera delle persone la consunta propaganda para-elettorale è oramai una coperta corta e non inganna più nessuno.

Negli ultimi tempi in tutta Italia si sono moltiplicate le occupazioni, le mobilitazioni, la nascita degli sportelli per la casa, con lo scopo di rimettere al centro  questa emergenza. Per questo facciamo appello alle tante e diversificate realtà di movimento a partecipare a questo grande appuntamento nel capoluogo marchigiano per portare le proprie esperienze, affinché uniti possiamo costruire un’alternativa sociale alla crisi che sta rovinando la nostra vita.

Ø    A fianco di Casa de’ nialtri e degli occupanti

Ø    Per progetti di autogestione sociale abitativa e di cohousing utilizzando i tanti edifici pubblici e privati abbandonati.

Ø    Per il blocco immediato degli sfratti

Ø    Per il blocco della vendita degli alloggi e immobili pubblici in trattativa privata e la loro immediata riassegnazione

Ø    Per la riapertura immediata delle graduatorie e la modifica con relativo aggiornamento dei requisiti per la partecipazione al bando

Ø    Per  l’assegnazione immediata delle case pubbliche vuote

Ø    Per forme di rinegoziazione dei contratti per chi perde il lavoro

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/ancona-152-manifestazione-per-il-diritto-alla-casa-iostoconcasadenialtri/16445

NoDIseX il 15.02 a Vicenza

Il Gruppo "Vicenza Roller Derby" ha deciso di aderire alla campagna NoDiSex attraverso questo contributo video

Il Coni, le Federazioni Sportive Invernali sono avvolte in un silenzio assordante.

E’ la Russia del vicepremier Dmitry Kozak, che mette in guardia spettatori e atleti contro la promozione dei diritti degli omosessuali durante le Olimpiadi, mentre il segretario generale dell’ Onu Ban Ki-Moon dichiara che “Il mondo si sollevi a difesa dei gay”.

Tutto ciò è incompatibile con uno dei principi fondamentali della Carta Olimpica: “ogni forma di discriminazione nei confronti di un Paese o di una persona per motivi di razza, religione, politica o sesso, o altro è incompatibile con l’appartenenza al Movimento Olimpico.”

Come nella peggiore tradizione, il mondo e le istituzione sportive italiane tacciono. Il Premier Letta sarà presente alla cerimonia ufficiale, dopo essere stato in Qatar a stipulare accordi commerciali con il paese che ospiterà i mondiali di calcio 2022, già al centro delle polemiche per le condizioni di sfruttamento dei lavoratori migranti impiegati nella costruzione degli stadi.

Il Coni, le Federazioni Sportive Invernali sono avvolte in un silenzio assordante. I principi olimpici si stanno piegando di fronte agli interessi economici e politici, che ruotano attorno a un grande evento sportivo costato 50 miliardi di euro.

La Polisportiva Independiente, assieme all’associazione “Sport Alla Rovescia”, sta organizzando a Vicenza per sabato 15 Febbraio una giornata a sostegno della campagna “NoDiSex” per chiedere alle istituzioni sportive di inserire esplicitamente il divieto di discriminazione per orientamento sessuale nei propri statuti.

All’interno di una piazza del centro cittadino a partire dalle ore 15 ci saranno dimostrazioni di arti marzialiparkourgiocoleria, tornei di street soccer 3 vs3 e street volley.

Questa iniziativa è stata inserita nel calendario delle iniziative a livello europeo promosse dall’organizzazione“Football V Homophobia”, che è partner della FA (Football Association), la federcalcio inglese, nella promozione dei diritti lgbt nel calcio.

“Football V Homophobia” organizza in Febbraio ogni anno un “Action Month”di iniziative a livello europeo, che ad esempio nel 2013 ha coinvolto squadre di Premier League come Arsenal, Chelsea e Manchester United fino all’ufficio governativo inglese per l’uguaglianza, passando per realtà calcistiche ed associazioni lgbt di vari paesi europei.

Tornando un momento all’iniziativa vicentina hanno ad oggi aderito alla giornata NoDiSex del 15 Febbraio:

Assemblea Permanente We Want Sex Vicenza, Sinistra Ecologia e Libertà di Vicenza, Comitato Territoriale Uisp di Vicenza, Delos Vicenza, Vicenza Roller Derby, Asd Vicenza Bike Polo, Collettivo Q-Generation Padova, Polisportiva San Precario Padova, Circolo Pink di Verona, Osservatorio Queer del Comune di Venezia, Arcilesbica Queerquilia Treviso, Anteros Padova, Agedo Veneto, Lieviti Verona, Arcilesbica Il riparo Padova

Per chi volesse aderire o proporre qualche attività sportiva si può scrivere una mail apolisportivaindependiente@yahoo.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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http://www.globalproject.info/it/in_movimento/nodisex-il-1502-a-vicenza/16428