Inail: 2000 Euro all’operaio morto, 18 miliardi allo Stato

L’Italia questo anno avrà il record di morti sul lavoro, in barba ai dati dell’Inail che danno le morti anno dopo anno in diminuzione, come abbiamo spiegato nella nostra inchiesta per L’Espresso “Morti sul lavoro, le cifre vere“. Un paese come il nostro che propone la norma salva-manager, un paese dove Confindustria applaude Espenhahn appena condannato a 16 anni per l’omicidio degli operai nel rogo della Thyssenkrupp, un paese dove i capannoni crollano sopra le teste degli operai in Emilia per una legge antisismica sbagliata. Un paese così valuta la vita di chi lavora come fosse niente.

E lo dimostrano i 1.936 euro e 80 centesimi che l’Inail ha dato a Paola Armellini (sopra nel video), madre di Matteo Armellini, operaio di 31 anni morto sotto il palco di Laura Pausini a Reggio Calabria. Il Direttore generale dell‘Inail, Giuseppe Lucibello spiega che questi soldi: “Non sono un risarcimento ma un anticipo dell’assegno funerario. La retribuzione molto bassa del ragazzo non consente di immaginare risarcimenti consistenti”. Matteo, non avendo moglie e figli e non contribuendo al mantenimento della madre ha diritto al solo rimborso delle spese funerarie.

Eppure, questo dei risarcimenti è un problema ricorrente, come ci spiega l’operaio di Firenze Marco Bazzoni, che da sempre si batte per la sicurezza sul lavoro: “L’Inail ha un tesoretto derivante dagli avanzi di bilancio annuale, che è arrivato alla cifra di ben 18,5 miliardi di euro, depositati in un conto infruttifero del Tesoro. Vengono utilizzati dallo Stato per ripianare i debiti. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per aumentare le rendite da fame agli invalidi sul lavoro, per aumentare le rendite ai superstiti sul lavoro, perché la vita di un operaio non venga più valutata solo 1936,80 euro”. Un paese dove accade questo vale anche meno.

Casa originale dell’ articolo http://www.isoladeicassintegrati.com/2012/07/25/inail-2000-euro-alloperaio-morto-18-miliardi-allo-stato/

21/07/12 Chiomonte l’assedio al cantiere!

Il movimento notav lo aveva annunciato che sarebbe stata un’estate di lotta e così è stata. Partiti dal campeggio di Chiomonte e da Giaglione, l’assedio al cantiere, da parte di migliaia di notav, è un tassello importante che si aggiunge ad una stagione di lotta iniziata con il campeggio degli studenti notav.

Migliaia i notav che questa sera hanno assediato il cantiere di Chiomonte. Appena arrivati i notav si sono avvicinati alle reti e le forze dell’ordine hanno cominciato ad usare idranti e lacrimogeni. La risposta del corteo è stata determinata: new jersey e muro di recinzione abbattuti a copli di mazza per svariati metri, torrette faro per illuminare a giorno il cantiere messe fuori uso, pezzi consistenti di reti, non solo tagliate ma buttate giù, permettendo così ai notav di entrare nel cantiere e tenere la posizione per diverso tempo. Il lancio continuo di lacrimogeni da parte delle truppe occupanti a causato un incendio domato dai notav, chiusa l’autostrada nela direzione Bardonecchia – Torino.

“La valle non vi vuole” si gridava mentre si infrangeva il cantiere. Ad un anno di distanza dallo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena, il movimento notav continua ad essere presente sul territorio senza farsi spaventare da teoremi giudiziari

Per il treno con le scorie nucleari utilizzato il treno Verde di Legambiente

 

Caso o escamotage? Non è dato saperlo ma ha il sapore della beffa quanto avvenuto l’altra notte per il passaggio del treno con le scorie nucleari che da Saluggia, attarevrsando la Valsusa, venivano portate in Francia per lo stoccaggio.

Non solo per la pericolisità di questi viaggi della morte che sfrecciano vicino ai centri abitati senza che i cittadini ne siano mai informati, nemmeno per la militarizzazione della Val di Susa che abbiamo già avuto modo di documetare, ma per un fatto in più: il convoglioo utilizzato per il trasporto radioattivo aveva una carrozza del Treno Verde di Legambinete che solitamente gira l’italia a proporre stili di vita sostenibili che poco hanno a che fare con l’energia nucleare. Per l’esattezza il logo dell’associazione ambientalista spicca sul terzo dei tre treni che formavano il convoglio, quello riservato alla scorta di vigili del fuoco e noi lo apprendiao dai giornali e dalla foto di Repubblica.it visto che a nessuno è stato consentito di vedere da pochi metri il passaggio visto l’esercizio di sfoggio militare a cui abbiamo assistito a Bussoleno.

Caso o furberia?

Legambiente scrive a Moretti: “Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato da oltre 23 anni attraverso l’Italia promuovendo stilii di vita sostenibili, città moderne e più vivibili, un uso efficiente dell’energia, trasporti sicuri e meno inquinanti. E’ visitato da centinaia di migliaia di cittadini, bambini con i loro insegnanti, amministratori pubblici. Sul sito Repubblica.it è stata pubblicata una fotografia, ripresa da diversi siti web e blog che mostra l’utilizzo di una carrozza del Treno Verde, con chiaramente visibili i loghi di Legambiente, Ministero dell’Ambiente e delle Ferrovie dello Stato, su un treno utilizzato per il trasporto delle scorie nucleariradiottive. Chiediamo di avere conferma di quanto accaduto e di sapere come sia stato possibile un errore di questa portata per i danni rilevanti arrecati all’immagine e alla credibilità del Treno Verde e della nostra associazione. Legambiente è nata sull’opposizione al nucleare e per una politica energetica incentrata sulle fonti energetiche rinnovabili, svolgendo un ruolo importante anche nell’ultima campagna referendaria. Chiediamo pertanto alle Ferrovie dello Stato di rispondere a questa nostra lettera con urgenza di chiarire anche pubblicamente quanto avvenuto”.

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Casa originale dell’ articolo Per il treno con le scorie nucleari utilizzato il treno Verde di Legambiente.

Sabrina Ancarola: Io sò Carmela

Carmela Cirella aveva 13 anni quando il 15 aprile del 2007 decise di farla finita gettandosi dal settimo piano di un palazzo del quartiere Paolo VI di Taranto…… Continua a leggere Sabrina Ancarola: Io sò Carmela.